La tua pelle è la mia pelle
che colore più non ha
sono sangue nel tuo sangue
una sola anima
la tua storia è la mia storia
i miei occhi sono i tuoi
la mia ora è la tua ora
il destino che non hai
vola vola vola vola vola la testa
vola vola vola chi mi porta via
vola vola vola
mi hai dimenticata
tu non mi conosci sono appena nata
contaminata
sono contaminata
ora che sono nata
io non so dove sono
io non so da dove vengo
l'infinito vaga dentro
io non ho nemmeno un segno
vola vola vola vola vola la testa
vola vola vola chi mi porta via
vola vola vola
mi hai dimenticata
tu non mi conosci sono appena nata
non importa più chi sono io
rassomiglio ad una goccia d'acqua
fa che nel deserto piova io
goccia d'acqua che fa traboccare il mare
contaminata
sono contaminata
ora che sono nata
polvere di luna che si perde nel tempo
voce radioattiva della civiltà
fuoco nucleare che respiro nel vento
anima ribelle che si libera
come una canzone che si perde nel tempo
voce radioattiva della civiltà
fuoco nucleare che respiro nel vento
anima ribelle che si libera
non importa più chi sono io
rassomiglio ad una goccia d'acqua
fa che nel deserto
piova io
goccia d'acqua che fa traboccare il mare
contaminata
sono contaminata
ora che sono nata
vola vola vola vola vola la testa
vola vola vola chi mi porta via
vola vola vola
mi hai dimenticata
tu non mi conosci sono appena nata
contaminata
Gianna Nannini-"Contaminata"-1996
Sono infestata dalle situazioni, da un luogo che vaga e mi trascina nell'ora, sporcandomi di quello che è e tingendomi di quello che farò.
Sono nube che diventa pioggia...acqua che si infrange aderendo alla frastagliata inettitudine del tuo oggi..
Sono io..sparpagliata dai sensi e raccolta dalle emozioni, calpestata, persuasa, inondata..contaminata...contaminata dallo sguardo che nutre di colori come bevanda che disseta.
-giulia-
martedì 30 ottobre 2007
martedì 23 ottobre 2007
martedì 16 ottobre 2007
...poetando
Hai viso di pietra scolpita,
sangue di terra dura,
sei venuta dal mare.
Tutto accogli e scruti
e respingi da te
come il mare. Nel cuore
hai silenzio, hai parole
inghiottite. Sei buia.
Per te l'alba è silenzio.
E sei come le voci
della terra &endash; l'urto
della secchia nel pozzo,
la canzone del fuoco,
il tonfo di una mela;
le parole rassegnate
e cupe sulle soglie,
il grido del bimbo &endash; le cose
che non passano mai.
Tu non muti. Sei buia.
Sei la cantina chiusa,
dal battuto di terra,
dov'è entrato una volta
ch'era scalzo il bambino,
e ci ripensa sempre.
Sei la camera buia
cui si ripensa sempre,
come il cortile antico
dove s'apriva l'alba.
5 novembre 1945 CESARE PAVESE
da La terra e la morte
martedì 9 ottobre 2007
...cucinando
L'avventura della TORTA DI COCCCCCO
Domenica, il giorno che più dedico alla cucina (in media 18 minuti settimanali) mi sono apprestata alla preparazione della torta al cocco...rubando la farina coccosa a mia madre, ho stabilito di ravvivare la mia domenica da casalinga part-time. Allora, tra uova zucchero e il dilemma farine ho cercato di non rendere la cucina uno schifo:) Ma siccome sò proprio curiosa di vedere quanto siete bravi in cucina vi suggerisco la mia ricetta:
-4 uova;
-1 tazza di farina "00";
-1 tazza di zucchero;
-2 tazze di farina di cocco;
-1/2 tazza di latte;
-1/2 tazza di olio di semi;
-1 bustina di lievito per dolci;
-1 bustina di vanillina;
-nutella *
(per le dosi utilizziamo una tazza da 250ml ndr)
ALLORA, pronti??? mettetevi un grembiulino, lavatevi le manine e prendete tutto il necessario. Fatto???? se la risposta è affermativa sbattete le uova e lo zucchero in una terrina, nella quale aggiungerete lentamnte olio e latte e continuando a mescolare verserete le farine, il lievito e la vanillina. Il composto dovrà risultare omogeneo e non troppo denso..qualora abbiate dei dubbi sul risultato della mescolanza alimentare potrete sempre urlare e disperarvi aggiungendo o farina di cocco se fosse alquanto liquido, o latte qualora fosse denso. Risolti i problemi di solidità preriscaldate il forno e infornate la teglia (18cm dmtro) per 45 minuti. Nel frattempo riordinate la cucina (consiglio) e guardate la vostra opera in forno (maiiiiiii aprirlo!!!). Quando saranno trascorsi i fatidici minuti..circa..spegnete e aspettate..freddate e decorate..con nutella o solo con zucchero a velo. ALLORA?? tutto Ook?.. a me è riuscita..quasi benissimo:)..miglioreremo!ProMesso
-giulia-
Domenica, il giorno che più dedico alla cucina (in media 18 minuti settimanali) mi sono apprestata alla preparazione della torta al cocco...rubando la farina coccosa a mia madre, ho stabilito di ravvivare la mia domenica da casalinga part-time. Allora, tra uova zucchero e il dilemma farine ho cercato di non rendere la cucina uno schifo:) Ma siccome sò proprio curiosa di vedere quanto siete bravi in cucina vi suggerisco la mia ricetta:
-4 uova;
-1 tazza di farina "00";
-1 tazza di zucchero;
-2 tazze di farina di cocco;
-1/2 tazza di latte;
-1/2 tazza di olio di semi;
-1 bustina di lievito per dolci;
-1 bustina di vanillina;
-nutella *
(per le dosi utilizziamo una tazza da 250ml ndr)
ALLORA, pronti??? mettetevi un grembiulino, lavatevi le manine e prendete tutto il necessario. Fatto???? se la risposta è affermativa sbattete le uova e lo zucchero in una terrina, nella quale aggiungerete lentamnte olio e latte e continuando a mescolare verserete le farine, il lievito e la vanillina. Il composto dovrà risultare omogeneo e non troppo denso..qualora abbiate dei dubbi sul risultato della mescolanza alimentare potrete sempre urlare e disperarvi aggiungendo o farina di cocco se fosse alquanto liquido, o latte qualora fosse denso. Risolti i problemi di solidità preriscaldate il forno e infornate la teglia (18cm dmtro) per 45 minuti. Nel frattempo riordinate la cucina (consiglio) e guardate la vostra opera in forno (maiiiiiii aprirlo!!!). Quando saranno trascorsi i fatidici minuti..circa..spegnete e aspettate..freddate e decorate..con nutella o solo con zucchero a velo. ALLORA?? tutto Ook?.. a me è riuscita..quasi benissimo:)..miglioreremo!ProMesso
-giulia-
sabato 6 ottobre 2007
Poetando...in compagnia
Ricordo,
il mio è un cammino a ritroso,
guardo fiera l’orizzonte ma sono attratta dal passato.
E così guardo noi, fisso nella memoria gli attimi di noi:
giovani con un bagaglio di speranze, una valigia sempre pronta per andare altrove, più lontano di questo cerchio che ci stringe. Vorremmo essere dall’altra parte, da qualsiasi parte dove si prova la diversità, dove le radici ci sono state strappate, dove la solitudine è una amara bevanda ma nonostante ciò è calda, di un caldo che conforta il silenzio.
Guardo noi, riassaporo le luci che ci hanno destato, le parole che ci hanno fatto compagnia e gli sguardi dietro ai quali ci siamo nascosti. Occhi che luccicavano di affetto, piccole luci che sognavano la libertà, che si incuriosivano alla novità, che brillavano per il desiderio… gli stessi occhi che oggi si voltano verso te, vivo ricordo che mi tiene compagnia quando incontro occhi nuovi e incrocio piene solitudini. G.
Amico
Freddi come singoli anelli,
avvolti nel più duro metallo,
eppure siamo tutti fratelli
dal facile oro al cristallo.
Cascate dai mille zampilli,
segnati da letti a più foci,
evasi dal mare siam quelli
che chiamano amici!
La natura scalda i contorni,
sorride al solo fanciullo,
ch’ama che il sogno ritorni
nell’attimo più misero e bello.
Emozioni e ricordi quei giorni,
scritti in un quadro a più luci,
volano nel vento gli eterni
sospiri di amici!
Immagini scolpite nel cuore,
gli’anni nel suono si perdono,
quando si mischia il sapore
non avendo fra tutti nessuno.
Vivere nel digiuno d’amore,
offeso da un mondo a più voci,
tempra la pelle al dolore
di lasciare gli amici!
A volte le stelle ritornano,
nel cielo lo spazio è mistero,
già dietro nuvole brillano
lacrime di zucchero azzurro.
Chiaro allor sarà il destino,
nudo, senza vecchi stracci,
quando al fianco nel cammino
sai di avere amici!
Nei miei occhi sarà intatto
lo sguardo sinonimo d’essenza,
con la semplicità d’ascolto
di chi esamina la coscienza.
Semplice come un saluto,
stringendoti la mano dico:
grazie per quello ch’hai insegnato
ad un vecchio amico.
19-09-07 (23.44)Ermanno Tamburrano
Pubblico in ordine la prima e seconda classificata al premio di poesia "Amore,amicizia ed altri legami"...i risultati delle votazioni tra giuria tecnica e popolare mi hanno vista vincitrice, seguita dal mio "amico poetico" Ermanno Tamburrano.
-giulia-
il mio è un cammino a ritroso,
guardo fiera l’orizzonte ma sono attratta dal passato.
E così guardo noi, fisso nella memoria gli attimi di noi:
giovani con un bagaglio di speranze, una valigia sempre pronta per andare altrove, più lontano di questo cerchio che ci stringe. Vorremmo essere dall’altra parte, da qualsiasi parte dove si prova la diversità, dove le radici ci sono state strappate, dove la solitudine è una amara bevanda ma nonostante ciò è calda, di un caldo che conforta il silenzio.
Guardo noi, riassaporo le luci che ci hanno destato, le parole che ci hanno fatto compagnia e gli sguardi dietro ai quali ci siamo nascosti. Occhi che luccicavano di affetto, piccole luci che sognavano la libertà, che si incuriosivano alla novità, che brillavano per il desiderio… gli stessi occhi che oggi si voltano verso te, vivo ricordo che mi tiene compagnia quando incontro occhi nuovi e incrocio piene solitudini. G.
Amico
Freddi come singoli anelli,
avvolti nel più duro metallo,
eppure siamo tutti fratelli
dal facile oro al cristallo.
Cascate dai mille zampilli,
segnati da letti a più foci,
evasi dal mare siam quelli
che chiamano amici!
La natura scalda i contorni,
sorride al solo fanciullo,
ch’ama che il sogno ritorni
nell’attimo più misero e bello.
Emozioni e ricordi quei giorni,
scritti in un quadro a più luci,
volano nel vento gli eterni
sospiri di amici!
Immagini scolpite nel cuore,
gli’anni nel suono si perdono,
quando si mischia il sapore
non avendo fra tutti nessuno.
Vivere nel digiuno d’amore,
offeso da un mondo a più voci,
tempra la pelle al dolore
di lasciare gli amici!
A volte le stelle ritornano,
nel cielo lo spazio è mistero,
già dietro nuvole brillano
lacrime di zucchero azzurro.
Chiaro allor sarà il destino,
nudo, senza vecchi stracci,
quando al fianco nel cammino
sai di avere amici!
Nei miei occhi sarà intatto
lo sguardo sinonimo d’essenza,
con la semplicità d’ascolto
di chi esamina la coscienza.
Semplice come un saluto,
stringendoti la mano dico:
grazie per quello ch’hai insegnato
ad un vecchio amico.
19-09-07 (23.44)Ermanno Tamburrano
Pubblico in ordine la prima e seconda classificata al premio di poesia "Amore,amicizia ed altri legami"...i risultati delle votazioni tra giuria tecnica e popolare mi hanno vista vincitrice, seguita dal mio "amico poetico" Ermanno Tamburrano.
-giulia-
Iscriviti a:
Post (Atom)

