Ci sono poeti
che di vivere
fanno solo finta.
Si profumano
si aggraziano
si atteggiano
conoscono almeno mille
termini inglesi e francesi
i più sofisticati
e parlano solo se sanno
di non essere capiti
così di loro si dirà:
ma come parla bene!
poeti diffidenti
inaccostabili divini
che non valgono niente
convinti che ad ogni costo
che tutto è deludente.
Nei loro versi si decanta
l'invincibile infelicità
la grande incomunicabilità
ma in verità tutto questo
proprio non ce l'hanno
se lo vanno a cercare
per un triste poetare
e traggono l'arte in inganno.
Ogni tanto aprono la bocca
e ti mostrano la lingua
per farti vedere
che oltre a parlare
sanno anche leccare.
Evviva il poeta!
evviva la sua canzone
di bestia in estinzione!
25 luglio 1978
"Ogni tanto aprono bocca" Salvatore Toma, poeta pugliese (1951-1987)
mercoledì 22 luglio 2009
martedì 14 luglio 2009
domenica 12 luglio 2009
Leggendo & Politicando
Berlusconi è un'anomalia tipica del nostro paese?
No,è piuttosto tipica del nostro tempo. Le ideologie sono tramontate, le classi sociali sono sbiadite, ed emergono uomini politici scelti non tanto per quello che rappresentano quanto per la loro personalità, per le loro promesse, per la loro forza di attrazione... la nostra è l'epoca del populismo, e lui piace perché gli italiani si riconoscono in lui, racconta barzellette, suona il pianoforte, canta canzoni napoletane, corteggia le donne, ha una squadra di calcio..di fronte a quest'uomo, fantasioso e spregiudicato, gli avversari, ma anche gli alleati, finiscono per scomparire. Nell'era populista, i Prodi, i Veltroni, i D'Alema, i Rutelli diventano figure grigie, di secondo piano. L'iniziativa resta sempre nelle sue mani. Ma è inutile rimpiangere i grandi partiti del passato, chiedersi perché non ci sia più una sinistra, e tentare di ricrearla. Come è inutile denunciare le bugie e i giochi del prestigiatore di turno. Berlusconi dirige l'orchestra, e la fa sempre franca.
da Italia mia:un paese senza testa, Lucia Castagna intervista Piero Ottone per ITALIA MIA in "Leggere Tutti", n.40, 2009, p.16.
No,è piuttosto tipica del nostro tempo. Le ideologie sono tramontate, le classi sociali sono sbiadite, ed emergono uomini politici scelti non tanto per quello che rappresentano quanto per la loro personalità, per le loro promesse, per la loro forza di attrazione... la nostra è l'epoca del populismo, e lui piace perché gli italiani si riconoscono in lui, racconta barzellette, suona il pianoforte, canta canzoni napoletane, corteggia le donne, ha una squadra di calcio..di fronte a quest'uomo, fantasioso e spregiudicato, gli avversari, ma anche gli alleati, finiscono per scomparire. Nell'era populista, i Prodi, i Veltroni, i D'Alema, i Rutelli diventano figure grigie, di secondo piano. L'iniziativa resta sempre nelle sue mani. Ma è inutile rimpiangere i grandi partiti del passato, chiedersi perché non ci sia più una sinistra, e tentare di ricrearla. Come è inutile denunciare le bugie e i giochi del prestigiatore di turno. Berlusconi dirige l'orchestra, e la fa sempre franca.
da Italia mia:un paese senza testa, Lucia Castagna intervista Piero Ottone per ITALIA MIA in "Leggere Tutti", n.40, 2009, p.16.
giovedì 2 luglio 2009
POetanDO
Terrore di amarti in un posto così fragile come il mondo
Pena di amarti in questo luogo di imperfezione
Dove tutto ci spezza e ammutolisce
Dove tutto ci mente e ci separa.
Sophia de Mello Breyner (Portogallo, Oporto 1919-Lisbona 2004) "Terrore di amarti"
Pena di amarti in questo luogo di imperfezione
Dove tutto ci spezza e ammutolisce
Dove tutto ci mente e ci separa.
Sophia de Mello Breyner (Portogallo, Oporto 1919-Lisbona 2004) "Terrore di amarti"
Etichette:
chissà,
citazioni,
consiglidilettura,
poesiaaltrui
Iscriviti a:
Post (Atom)