Una Parte di Mondo
...Parole E Luci... ps. una volta era splinder (2007-2011)
martedì 17 luglio 2012
G. Bene grazie. tu?
B. Io tutto ok, sono qua quando serve. Oltre al "bene grazie" diplomatico come stai?
G. Sto così. come tutti, del resto. Stanca, un po' spossata.
B. Vedi che qualcosa viene fuori... ognuno sta a suo modo. Come stai?
G. Oddio, non sono abituata a tutte queste domande! di solito funziona che tu mi chiedi "come stai?" e io rispondo "bene, grazie". Per tutti funziona così, tutti si limitano a chiedere ciò e basta, quindi tutte le tue domande mi suonano "strane"!
B. Ma sono le domande che i patiti della moda chiamerebbero "basic", quelle da cui partire per cominciare una chiacchierata.
G. Sì ma la tua domanda presuppone che io parli e tu mi ascolti, che ci ascoltiamo.
B. bhé, ti sembra così strano?
G. Certo che sì! e perché tu vorresti ascoltarmi?
B. Io sono il tuo blog, sono stato creato dall'uomo per sopperire a delle mancanze dell'uomo (genere umano) stesso, in questo caso l'ascolto; e visto che devo stare ad ascoltarti lo faccio nel modo migliore: ti chiedo come stai.
G. Bene, il tuo discorso non fa una piega! Allora ti dico che sto così, sicuramente come stanno tutti, stanca, scazzata e un po' infelice, ma siccome lo sono già tutti io non dovrei dirlo?
B. No, dillo pure, io l'ho chiesto a te non a tutti gli altri.
G. Ma mi sento ridicola; io che parlo con una pagina bianca perché non sono capace di farmi ascoltare? perché forse non ho discorsi che possano interessare?
B. Oppure perché ascoltare è difficile, è un esercizio che richiede tempo.
G. Ecco, io non ho tempo per capire come sto. forse avrei solo bisogno che qualcuno mi dedicasse tempo, potrebbe essere la medicina per il mio spirito barricato in una stanza buia in qualche angolo del mio corpo.
B. Io ti ho dato un po' di tempo, ora è tuo.
G. Bene grazie. tu?
B. Io tutto ok, sono qua quando serve. Oltre al "bene grazie" diplomatico come stai?
G. Sto così. come tutti, del resto. Stanca, un po' spossata.
B. Vedi che qualcosa viene fuori... ognuno sta a suo modo. Come stai?
G. Oddio, non sono abituata a tutte queste domande! di solito funziona che tu mi chiedi "come stai?" e io rispondo "bene, grazie". Per tutti funziona così, tutti si limitano a chiedere ciò e basta, quindi tutte le tue domande mi suonano "strane"!
B. Ma sono le domande che i patiti della moda chiamerebbero "basic", quelle da cui partire per cominciare una chiacchierata.
G. Sì ma la tua domanda presuppone che io parli e tu mi ascolti, che ci ascoltiamo.
B. bhé, ti sembra così strano?
G. Certo che sì! e perché tu vorresti ascoltarmi?
B. Io sono il tuo blog, sono stato creato dall'uomo per sopperire a delle mancanze dell'uomo (genere umano) stesso, in questo caso l'ascolto; e visto che devo stare ad ascoltarti lo faccio nel modo migliore: ti chiedo come stai.
G. Bene, il tuo discorso non fa una piega! Allora ti dico che sto così, sicuramente come stanno tutti, stanca, scazzata e un po' infelice, ma siccome lo sono già tutti io non dovrei dirlo?
B. No, dillo pure, io l'ho chiesto a te non a tutti gli altri.
G. Ma mi sento ridicola; io che parlo con una pagina bianca perché non sono capace di farmi ascoltare? perché forse non ho discorsi che possano interessare?
B. Oppure perché ascoltare è difficile, è un esercizio che richiede tempo.
G. Ecco, io non ho tempo per capire come sto. forse avrei solo bisogno che qualcuno mi dedicasse tempo, potrebbe essere la medicina per il mio spirito barricato in una stanza buia in qualche angolo del mio corpo.
B. Io ti ho dato un po' di tempo, ora è tuo.
giovedì 7 giugno 2012
lunedì 6 febbraio 2012
Non saranno le montagne a dividerci
Io ci sarò sempre.
Sarò una piccola parte di te,
un'appendice che si muove lontana,
autonoma ma irrimediabilmente tua.
Io, G.a
Sarò una piccola parte di te,
un'appendice che si muove lontana,
autonoma ma irrimediabilmente tua.
Io, G.a
giovedì 2 febbraio 2012
Nulla è cambiato
«Nulla è cambiato.
Il corpo trema, come tremava
prima e dopo la fondazione di Roma,
nel ventesimo secolo prima e dopo Cristo,
le torture c'erano, e ci sono, solo la terra è più piccola
e qualunque cosa accada, è come dietro la porta »
(Wisława Szymborska, Torture)
Wisława Szymborska (Kórnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1 febbraio 2012) è stata una poetessa e saggista polacca. Premiata con il Nobel nel 1996 e con numerosi altri riconoscimenti, è generalmente considerata la più importante poetessa polacca degli ultimi anni. In Polonia, i suoi volumi raggiungono cifre di vendita che rivaleggiano con quelle dei più notevoli autori di prosa, nonostante in un'occasione Szymborska abbia ironicamente osservato, nella poesia intitolata Ad alcuni piace la poesia (Niektorzy lubią poezje), che la poesia piace a non più di due persone su mille.
Szymborska utilizza espedienti retorici quali l'ironia, il paradosso, la contraddizione e la litote, per illustrare i temi filosofici e le ossessioni sottostanti. Szymborska è una miniaturista, le cui poesie compatte spesso evocano ampi enigmi esistenziali.
Il corpo trema, come tremava
prima e dopo la fondazione di Roma,
nel ventesimo secolo prima e dopo Cristo,
le torture c'erano, e ci sono, solo la terra è più piccola
e qualunque cosa accada, è come dietro la porta »
(Wisława Szymborska, Torture)
Wisława Szymborska (Kórnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1 febbraio 2012) è stata una poetessa e saggista polacca. Premiata con il Nobel nel 1996 e con numerosi altri riconoscimenti, è generalmente considerata la più importante poetessa polacca degli ultimi anni. In Polonia, i suoi volumi raggiungono cifre di vendita che rivaleggiano con quelle dei più notevoli autori di prosa, nonostante in un'occasione Szymborska abbia ironicamente osservato, nella poesia intitolata Ad alcuni piace la poesia (Niektorzy lubią poezje), che la poesia piace a non più di due persone su mille.
Szymborska utilizza espedienti retorici quali l'ironia, il paradosso, la contraddizione e la litote, per illustrare i temi filosofici e le ossessioni sottostanti. Szymborska è una miniaturista, le cui poesie compatte spesso evocano ampi enigmi esistenziali.
sabato 28 gennaio 2012
citando L'incipit
"Scrivi, ti prego. Due righe sole
almeno, anche
se l'animo è sconvolto
e i nervi non tengono più.
Ma ogni giorno."
Diano Buzzati "La salvezza"
almeno, anche
se l'animo è sconvolto
e i nervi non tengono più.
Ma ogni giorno."
Diano Buzzati "La salvezza"
lunedì 23 gennaio 2012
Papà, insegnami le scelte.
Raccontami di come decidere,
parlami di come si costruisce la consapevolezza di vivere.
E stammi a guardare agli incroci,
indicami con la tua esperienza le direzioni
e dimmi se è normale tutta questa paura,
il timore di non saper volare
lontano dalle solite rotte.
giulia 23.1.2012 h.14.50
Raccontami di come decidere,
parlami di come si costruisce la consapevolezza di vivere.
E stammi a guardare agli incroci,
indicami con la tua esperienza le direzioni
e dimmi se è normale tutta questa paura,
il timore di non saper volare
lontano dalle solite rotte.
giulia 23.1.2012 h.14.50
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