venerdì 28 novembre 2008

...poetando

"Oggi finisce il giorno.
Terminano con questa pioggia lenta
le ore spinte dal vento.
Era un vortice di futuro...
...oggi al risveglio
solamente una fredda folata di presente."


g.

sabato 22 novembre 2008

..Poetandodisabato

Vuota il tuo sacco, su, parla, poetessa:
io fiorisco e disfoglio e rigermoglio
per dare la procura di me stessa
a chi non può o non vuole quel che voglio.


Per me dentro di me oltre la mente
il suo corpo su me come una coltre
ma oltre il corpo in me furiosamente
in me fuori di me oltre per oltre…


par.Valduga, imm.Guttuso

martedì 18 novembre 2008

Leggendo...

"Le cose del nostro mondo ce le facevamo dunque da noi stessi, molto più di adesso; le idee venivano bensì da fuori, ma si assimilavano profondamente attraverso il lavoro diretto. Tutto era umanizzato in questo modo."
"Il  paese natale è il luogo dove il nostro centro psichico di sente straordinariamente vicino alle cose, al magma del nostro primo sentirle".


"La lingua si muove come una corrente".


Libera nos a malo, Luigi Meneghello, 1963, Bur 2006.

venerdì 14 novembre 2008

"Eppure non cessiamo mai di avvertire la mancanza, ci sforziamo sempre, in un modo o nell'altro, di trovare da qualche parte quello che ci manca. Da qualche parte, in una zona qualsiasi del mondo e dello spirito, ovuque tranne che là dove siamo, là dove siamo stati posti: ma è proprio là, e da nessun'altra parte, che si trova il tesoro. Nell'ambiente che avverto come il mio ambiente naturale, nella situazione che mi è toccata in sorte, in quello che mi capita giorno dopo giorno, in quello che la vita quotidiana mi richiede: proprio in questo risiede il mio compito essenziale, lì si trova il compimento dell'esistenza messo alla mia portata".


mi sono nascosto...
Buber,"Il cammino dell'uomo", ed.Qiqajon.

domenica 2 novembre 2008

...cantando a novembre

NOVEmbRe

"Ho difeso le mie scelte io ho 
creduto nelle attese io ho 
saputo dire spesso di no 
con te non ci riuscivo. 
Ho indossato le catene io ho 
i segni delle pene lo so 
che non volendo ricorderò 
quel pugno nello stomaco. 
A novembre 
la città si spense in un istante 
tu dicevi basta e io rimanevo inerme 
il tuo ego è stato sempre più forte 
di ogni mia convinzione. 
A novembre 
la città si accende in un istante 
il mio corpo non si veste più di voglie 
e tu non sembri neanche più così forte 
come ti credevo un anno fa 
novembre. 

Ho dato fiducia al buio ma ora sto 
in piena luce e in bilico tra estranei 
che mi contendono la voglia di rinascere 
A novembre 
la città si spense in un istante 
tu dicevi basta e io rimasi inerme 
il tuo ego è stato sempre più forte 
di ogni mia convinzione. 
A novembre 
la città si accende in un istante 
il mio corpo non si veste più di voglie 
e tu non sembri neanche più così forte 
come ti credevo un anno fa 
novembre. 
E tu parlavi senza dire niente 
cercavo invano di addolcire quel retrogusto amaro 
di una preannunciata fine."

G. Ferreri, Novembre, da "Gaetana", 2008