Anima mia
Anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
e come s’affonda nell’acqua
immergiti nel sonno
nuda e vestita di bianco
il più bello dei sogni
ti accoglierà
anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
abbandonati come nell’arco delle mie braccia
nel tuo sonno non dimenticarmi
chiudi gli occhi pian piano
i tuoi occhi marroni
dove brucia una fiamma verde
anima mia.
NAZIM HIKMET
mercoledì 30 maggio 2007
martedì 22 maggio 2007
Simboli, colori, volsntini, schede, nomi, ragazzi e noi...noi che abbiamo vissuto, trasportati dalla foga elettorale, due giorni di intensa condivisione. Tutto cominiciò come un gioco, per mettersi in gioco in quella che poi è diventata una lotta nel sistema tra visibili e sconosciuti meccanismi.
Ho lasciato che il mio nome saltellasse maltrattato nelle aule e nie corridoi, paralizzato e immobile in bacheche dalla staticità burocratica, che prendesse forma sul labiale di annoiati e stupiti studenti ma anche su sorrisi amichevoli dei compagni. Il mio nome era lì a cercare una sfida che istituzionalizzasse i miei tentativi quotidiani di cambiamento. Era lì a testimoniare il mio impegno verso me stessa e per la responsabilità di ognuno.
Il nome è servito a stuzzicare una classe che va rappresentata con passione e credibilità ma a cui bisogna far capire l'importanza di saper scegliere e decidere. E noi eravamo lì per questo...nn per vincere o esultare, ma per mostrare felici che la gioiosa capacità di prendere parte ad un sistema che ci appartiene.
L'adrenalina dei giorni importanti ci ha unito, i sogni in comune ci allevano e le voci contrastanti non fanno altro che rafforzarci. Così tra i variopinti colori delle schede elettorali i nostri sguardi si incrociavano, cercando riparo uno nella luce dell'altro... la rimonta è stata possibile e la vittoria non piu un miraggio. A distogliermi dal faticoso e scattante sogno un viso amico a dirmi "Hai vinto"... il resto..pura gioia.
All'ALUP & a quello che rappresento.
-giulia-
Ho lasciato che il mio nome saltellasse maltrattato nelle aule e nie corridoi, paralizzato e immobile in bacheche dalla staticità burocratica, che prendesse forma sul labiale di annoiati e stupiti studenti ma anche su sorrisi amichevoli dei compagni. Il mio nome era lì a cercare una sfida che istituzionalizzasse i miei tentativi quotidiani di cambiamento. Era lì a testimoniare il mio impegno verso me stessa e per la responsabilità di ognuno.
Il nome è servito a stuzzicare una classe che va rappresentata con passione e credibilità ma a cui bisogna far capire l'importanza di saper scegliere e decidere. E noi eravamo lì per questo...nn per vincere o esultare, ma per mostrare felici che la gioiosa capacità di prendere parte ad un sistema che ci appartiene.
L'adrenalina dei giorni importanti ci ha unito, i sogni in comune ci allevano e le voci contrastanti non fanno altro che rafforzarci. Così tra i variopinti colori delle schede elettorali i nostri sguardi si incrociavano, cercando riparo uno nella luce dell'altro... la rimonta è stata possibile e la vittoria non piu un miraggio. A distogliermi dal faticoso e scattante sogno un viso amico a dirmi "Hai vinto"... il resto..pura gioia.
All'ALUP & a quello che rappresento.
-giulia-
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