martedì 17 luglio 2012

G. Bene grazie. tu? B. Io tutto ok, sono qua quando serve. Oltre al "bene grazie" diplomatico come stai? G. Sto così. come tutti, del resto. Stanca, un po' spossata. B. Vedi che qualcosa viene fuori... ognuno sta a suo modo. Come stai? G. Oddio, non sono abituata a tutte queste domande! di solito funziona che tu mi chiedi "come stai?" e io rispondo "bene, grazie". Per tutti funziona così, tutti si limitano a chiedere ciò e basta, quindi tutte le tue domande mi suonano "strane"! B. Ma sono le domande che i patiti della moda chiamerebbero "basic", quelle da cui partire per cominciare una chiacchierata. G. Sì ma la tua domanda presuppone che io parli e tu mi ascolti, che ci ascoltiamo. B. bhé, ti sembra così strano? G. Certo che sì! e perché tu vorresti ascoltarmi? B. Io sono il tuo blog, sono stato creato dall'uomo per sopperire a delle mancanze dell'uomo (genere umano) stesso, in questo caso l'ascolto; e visto che devo stare ad ascoltarti lo faccio nel modo migliore: ti chiedo come stai. G. Bene, il tuo discorso non fa una piega! Allora ti dico che sto così, sicuramente come stanno tutti, stanca, scazzata e un po' infelice, ma siccome lo sono già tutti io non dovrei dirlo? B. No, dillo pure, io l'ho chiesto a te non a tutti gli altri. G. Ma mi sento ridicola; io che parlo con una pagina bianca perché non sono capace di farmi ascoltare? perché forse non ho discorsi che possano interessare? B. Oppure perché ascoltare è difficile, è un esercizio che richiede tempo. G. Ecco, io non ho tempo per capire come sto. forse avrei solo bisogno che qualcuno mi dedicasse tempo, potrebbe essere la medicina per il mio spirito barricato in una stanza buia in qualche angolo del mio corpo. B. Io ti ho dato un po' di tempo, ora è tuo.

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