domenica 24 giugno 2007

Il moto dell'inquietudine

"Ho  avuto grandi ambizioni e sogni turgidi- ma i sogni li hanno avuti anche il garzone e la sartina, perchè tutti sognano. Quello che distingue le persone le une dalle altre è la forza di farcela, o che sia il destino a farla a noi.
Nei miei sogni sono uguale alla sarta e al garzone. Sono diverso da loro solo perchè scrivo. Sì, la scrittura è un atto, una mia realtà che mi contraddistingue. Ma nell'anima sono simile ad essi. "


Fernando Pessoa (1888-1935), Il libro dell'inquietudine, Feltrinelli 1986.


Tramite la scrittura riverso il mio pianto, esprimo la gioia e condivido le emozioni. Nasce dal profondo per infrangersi e dilaniare la pagina. Si intrappola tra le righe per perpetuare il mio interno moto.


                                                             -giulia-

lunedì 18 giugno 2007

Adolescente

Su te, vergine adolescente,
sta come un'ombra sacra.
Nulla è più misterioso
e adorabile e proprio
della tua carne spogliata.
Ma ti recludi nell'attenta veste 
e abiti lontano
con la tua grazia
dove non sai chi ti raggiungerà.
Certo non io. Se ti veggo passare
a tanta regale distanza,
con la chioma sciolta
e tutta la persona astata,
la vertigine mi si porta via.
Sei l'imporosa e liscia creatura
cui preme nel suo respiro
l'oscuro gaudio della carne che appena
sopporta la sua pienezza.
Nel sangue, che ha diffusioni
di fiamma sulla tua faccia,
il cosmo fa le sue risa
come nell'occhio nero della rondine.
La tua pupilla è bruciata
dal sole che dentro vi sta.
La tua bocca è serrata.
Non sanno le mani tue bianche
il sudore umiliante dei contatti.
E penso come il tuo corpo
difficoltoso e vago
fa disperare l'amore
nel cuor dell'uomo!

Pure qualcuno ti disfiorerà,
bocca di sorgiva.
Qualcuno che non lo saprà,
un pescatore di spugne,
avrà questa perla rara.
Gli sarà grazia e fortuna
il non averti cercata
e non sapere chi sei
e non poterti godere
con la sottile coscienza
che offende il geloso Iddio.
Oh sì, l'animale sarà
abbastanza ignaro
per non morire prima di toccarti.
E tutto è così.
Tu anche non sai chi sei.
E prendere ti lascerai,
ma per vedere come il gioco è fatto,
per ridere un poco insieme.
Come fiamma si perde nella luce,
al tocco della realtà
i misteri che tu prometti
si disciolgono in nulla.
Inconsumata passerà
tanta gioia!
Tu ti darai, tu ti perderai,
per il capriccio che non indovina
mai, col primo che ti piacerà.
Ama il tempo lo scherzo
che lo seconda,
non il cauto volere che indugia.
Così la fanciullezza
fa ruzzolare il mondo
e il saggio non è che un fanciullo
che si duole di essere cresciuto.


Vincenzo Cardarelli Poesie 1936-1942
Il 18 giugno del 1959, a 72anni, il poeta morì nella solitudine e nella povertà avendoci regalato versi dal sublime spessore.
                                         -giulia-

giovedì 14 giugno 2007

Un'anziana donna cinese aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso
all'estremità di un palo che lei portava sulle spalle.
Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l'altro era perfetto, ed era
sempre pieno d'acqua alla fine della lunga camminata
dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava mezzo vuoto.
Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa
solo un vaso e mezzo d'acqua. Naturalmente, il vaso perfetto era
orgoglioso dei propri risultati. Ma il povero vaso crepato si
vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di saper fare solo la
metà di ciò per cui era stato fatto. Dopo due anni che si rendeva conto
del proprio amaro fallimento, un giorno parlò alla donna lungo
il cammino: << Mi vergogno di me stesso, perché questa crepa nel
mio fianco
fa sì
che l'acqua fuoriesca lungo tutta la strada verso la vostra
casa>>.
La vecchia sorrise: <<Ti sei accorto che ci sono dei fiori dalla
tua parte
del sentiero, ma
non dalla parte dell'altro vaso? È perché io ho Sempre saputo del
tuo difetto, perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero
ed ogni giorno, mentre tornavamo, tu li innaffiavi. Per due
anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la tavola. Se tu
non fossi stato come sei, non avrei avuto quelle bellezze per
ingentilire la
casa.

Ognuno di noi ha il proprio specifico difetto. Ma sono la crepa e il
difetto che ognuno ha a far sì che la nostra convivenza sia
interessante e gratificante. Bisogna prendere ciascuno per quello che è
e vedere ciò che c'è di buono in lui.
Perciò, miei "difettosi" amici, buona giornata e ricordatevi
di
annusare i fiori dal vostro lato del sentiero...

mercoledì 13 giugno 2007

brezza dell'ALUP

Ed è così che lunedi partimmo alla conquista del mare. Pallide e felici di immergerci per qulche giorno nella passività di studentesse naif, alle prese con bagagli e la nuova casa al mare, siamo corse via dalla citttàà.
Inebriate dal riverbero della brezza marina, abbiamo affrontato il viaggio nel "tacataààportatile", stracolmo di bikini e possibili libri da sfogliare svogliatamente al sole....ma anche pesanti mattoncini che potessero permettere un cartaceo documento di Laurea. All'arrivo abbiamo ispezionato il supermarket del posto per assicurarci una cena che ci permettesse di dare sfogo ai golosi languorini notturni: patatine, cocacola (severamente liGht), pane, prosciutto, cioccolato... Dopo aver fatto amicizia con gli addetti ai vari settori, dal salumiere alla  cassiera,siamo tornate a casa  a leggere volenterosamente le flesssioni della lingua, le accademie del 600, la gestione delle aziende e tutto quello che si puo infilare in uno degli ultimi esami della disperazione. Mollando i libri alla loro disperazione ci siamo fatte coinvolgere nel tunnel della fame..allora, raptodicamente, abbiamo cenato e chiacchierato in pieno stile reality. Cosi anche durante una pellicola francese che abbiamo deciso di sorbirci fino a qndo nn c'è stata la svolta nella trama del film..circa all' 89 min..cioè al 76%del film. Desolate da codesta visione ci siamo rifugiate sootto le coperte per sfuggire al punzecchioso ronzio zanzaresco...ogni tentativo è stato inutile visto l'allegro prurito mattutiino.  Cosi di mattina scoprimmo la libidine che nasconde il mare e gli siamo corse incontro in tutta fretta.


Niente cremine, schermi protettivi o ombre...tutte al sole cn una gran voglia di pelle arrosto...rotolandoci sulla sabbia con i grossi libri aperti come guanciali, abbiamo resistito fino alle15..scappate a casa ho dato prova delle mie alte doti culinarie che sono state apprezzate grazie anche all'incremnto del clima marino che incentiva l'appetito. ALlora si che abbiamo avvertito il calore corporeo aumentare..il sole ci aveva abbracciato un po troppo..così il giorno seguente abbiamo aumentato le scottature, tra risate, balletti e svogliato studio.


                                               -giulia-