martedì 10 aprile 2007

Poesia d'aprile

Poesia d'aprile

Le sere opache d'inverno staccate dal calendario
hanno paesaggi sfiniti. Rivedo l'angoscia dei vetri
stecchiti, la strada insonne dai lumi sfocati
la nebbia, gli alberi stilizzati dei pescherecci all'ormeggio...
Volevo morire, sviare il risveglio bruciante
sui panni gelati né udire mia zia sospirare gualcita.
Volevo morire e la notte era un ossario
l'impercettibile naufragio del guscio di noce.
Asciutto in un freddo arso essicato, smagrita
la vita e i miei versi un balbettio disanimato volevo morire, senz'amore, come uno stecco spezzato.
Aprile è tornato. La notte acre d'inverno
alla memoria è un allucciolio fioco spaurito.
Sono un ragazzo invecchiato ma rivedo ciliegi
in poesia - colori tenui e febbrili - e ancora
la brezza rischiara la fronte, snida i pensieri...
Una ragazza, un ossicino dagli occhi di luna canaglia
di dolcezze spaura e fervore una primavera
nata dal buio, dal secco dolore di morte.
Il sole invade la vecchia casa sul porto
dove rifiorisco e con me mia zia sopravvive alla notte.
Un po' della sua vecchiezza è già mia al sole
che ci disfa in foglie di tenera follia...

(1975)

Ferruccio Benzoni, nato nel 1949 a Cesenatico, dove morì nel 1999 è stato negli anni ’70 uno dei creatori della rivista “Sul Porto”, rivista che vedeva l'innovativo dialogo tra i giovani redattori e i maggiori poeti della generazione precedente.

 -giulia-

1 commento:

  1. 10 Aprile 2007 - 13:25

    Bella composizione di parole. Aprile ispira sempre molto..
    Keypaxx

    RispondiElimina